Dal 4 settembre “Coma : vite sospese. Fotografie di Francesco Cito” – Comune di Bergamo (BG)

Dal 4 al 19 settembre presso la ex chiesa della Maddalena in via sant’Alessandro 39 è in programma la mostra “Coma : vite sospese. Fotografie di Francesco Cito”, a cura di Nicoletta Prandi.

Le immagini di Francesco Cito portano dentro quella relazione profonda che c’è tra il vivere ed il morire, quell’intervallo sospeso abitato dall’amore e dalla fatica di chi si prende cura, interrogandoci su come la rappresentazione mediatica cambia il nostro universo simbolico, dove percezione del tempo e dello spazio, sentimenti, realtà individuale e sociale sono fragili.. Cosa rappresentano per noi, per la collettività, per le famiglie, Cristina, Davide, Federico Max e gli altri i corpi che l’autore ha fotografato per anni? Raccontano forse il senso della morte e della vita riuscendo a scandagliare nei nostri nascosti processi mentali ed emotivi?

E’ noto che la figura antropologica compromessa oggi dai media è la “partecipazione”, ossia quell’esperienza in comune, motivo fondante in tutte le culture, che stiamo perdendo. I media, rendendoci spettatori e non attori di un evento, ci spingono a diventare solo“consumatori” di immagini. Con le fotografie di Francesco Cito che ha un approccio meditativo ed emozionante ma, nel contempo, crudamente reale, ciò non è possibile. I corpi spenti nella consunzione di una vita sospesa, senza alcuna forma di controllo onnipotente sul reale, continuano a vivere negli atti di chi li accudisce, conservando una loro intima eloquenza. Belli, nel limite della loro assenza, emarginati, venerati o semplicemente -per un tempo sconosciuto- interrotti.

Orari: feriali ore 16-20, festivi ore 10-20. Ingresso libero.

viaDal 4 settembre “Coma : vite sospese. Fotografie di Francesco Cito” – Comune di Bergamo (BG).

Temporary Lab – News – Festival – BergamoScienza

Temporary Lab

Dal 1° settembre, in attesa del Festival, l’Urban Center in Piazzale Alpini, si trasforma in un Temporary Lab, dove è possibile vivere un’anteprima del Festival, pregustando l’atmosfera dei giorni della kermesse.
Tra le iniziative in programma: un incontro dedicato agli studenti, alle guide e ai tutor del Festival per una presentazione speciale delle attività e delle iniziative dell’Edizio­ne 2010; la presentazione della chicca tecnologica dell’anno, il QR Code, di cui scopriamo applicazioni, usi e potenzialità, e lo “Spin-Off PARTY ricercando s’impresa”, una festa (segnatevi in agenda il 24 set­tembre alle 21:00, divertimento assicurato!) con protagonisti i giovani impegnati nella ricerca e nell’impresa per conoscersi, farsi conoscere, stringere nuovi contatti con il mondo dell’accademia e dell’impresa, nello spirito del “Connecting People”. Per dimostrare che la ricerca può essere bella, utile e produttiva. E ancora… lo scopriremo insieme, giorno per giorno!
Per tutta la durata del Festival il Temporary Lab è un luogo d’incontro, di scambio e Info Point, con la possibilità di connettersi WiFi con il proprio portatile o smartphone e scaricare materiale utile e disponibile sul Festival.

Contatti:

Urban Center
Piazzale Alpini - Bergamo
Tel. 035 0950696

viaTemporary Lab – News – Festival – BergamoScienza.

Turismo Bergamo – Turismo Bergamo – Festival – BergamoScienza

Non perdere l’occasione di scoprire Bergamo e la sua splendida provincia!

Piazza Vecchia
Turismo Bergamo, l’Agenzia per lo Sviluppo e la Promozione Turistica della Provincia di Bergamo, organizza e propone itinerari, visite culturali, percorsi didattici e offerte di soggiorno pensati appositamente per i visitatori di BergamoScienza, per i gruppi e per le scuole.La prenotazione dei pacchetti turistici è attiva dal 1 settembre 2010 sul sito www.turismo.bergamo.it
Per maggiori dettagli visita il sito, oppure contatta Turismo Bergamo scrivendo a mail@turismo.bergamo.it
viaTurismo Bergamo – Turismo Bergamo – Festival – BergamoScienza.

“Luna? Sì, ci siamo andati!”

Fonte: 2010/03/11 – Link: “Luna? Sì, ci siamo andati!”: il libro che smonta le tesi di complotto, scaricabile gratis e acquistabile su carta (UPD 20100824)

di Paolo Attivissimo.

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

English-speaking readers should click here.

È disponibile l’edizione digitale e cartacea integrale del mio libro “Luna? Sì, ci siamo andati!”, che affronta e smonta con i fatti, una per una, le principali tesi di chi sostiene che gli sbarchi umani sulla Luna furono una messinscena.

Complottismi a parte, il libro chiarisce anche i dubbi di chi ha sentito parlare di queste tesi e vuole capire come stanno realmente le cose per non farsi fregare dai contaballe spaziali.

Le sue quasi 300 pagine ricche di illustrazioni sono anche un’occasione per conoscere meglio l’epopea dei viaggi spaziali con dovizia di dettagli e di chicche curiose e poco conosciute.

“Luna? Sì, ci siamo andati!” è scaricabile gratuitamente in formato PDF senza lucchetti digitali anticopia (DRM) e acquistabile come libro cartaceo.

A caccia del primo libro lunacomplottista della storia

tramite Il Disinformatico di Paolo Attivissimo il 31/08/10

Se sapete il russo, ho una cortesia da chiedervi: ho bisogno di sapere cosa dice questo documentario lunacomplottista russo (o comunque doppiato in russo) nei primi tre-quattro minuti. La ragione è abbastanza curiosa: tantissimi siti citano un libro, Did Man Land on the Moon? del matematico James J. Cranny, come primissimo libro lunacomplottista, pubblicato in Texas nel 1970. Ma di cosa dica questo libro non c’è traccia in Rete, e il libro non è reperibile in nessuna libreria o biblioteca online. Paradossalmente, l’unica traccia che ne ho trovato è appunto nei primi minuti di questo documentario russo, dove viene mostrata (a 2:50 circa) la sua copertina.

Se volete i dettagli dell’indagine, li trovate qui su Complotti Lunari. Chi volesse collaborare alla traduzione mi contatti via mail o nei commenti.

Bergamo News | L’uomo che corre senza fermarsi mai

Fonte: Bergamo News | Magazine – L’uomo che corre senza fermarsi mai

23/8/2010

Se la medicina, la scienza avessero sempre ragione, Serge Girard, che ha 56 anni, dovrebbe già essere morto. Non dovrebbero avergli lasciato scampo, negli ultimi dodici suoi faticosissimi anni, tempeste cardio-vascolari, imboscate aortiche, esplosioni di ventricoli, tendiniti ciclopiche, artrosi devastanti, senza dimenticare stiramenti, abrasioni cutanee, devastazioni apocalittiche del tessuto osseo, disidratazioni da depressione dancalica.
Invece Serge Girard sta benissimo, da dodici anni allegramente, filosoficamente, corre. Questo energumeno della fatica ha percorso, letteralmente, il mondo a piedi: Los Angeles-New York, sono 4597 km, in 53 giorni, nel 1997; Perth-Sydney, 3755 in 46 giorni, nel 1999; Lima-Rio de Janeiro, 5235 in 73 giorni (ci sono le salite, ovvero le Ande), nel 2001; Dakar-Il Cairo, 8295 in 123 giorni nel 2003.
Avete, ammalati di sedia e scrittoio, il fiatone solo a leggere? Bene: nel 2005 è andato di corsa da Parigi a Tokyo in 260 giorni, e sono 19.097 chilometri. Si sfocia nell’esclamativa dichiarazione: ma come ha fatto? Che cosa gli resta di smisurato da infrangere? Qualche briciola c’è. Ieri questo specialista dell’ultrafondo, ha conquistato il record: quello di distanza percorsa in un anno senza giorni di riposo, spedendo tra le anticaglie i 22.581,09 chilometri galoppati da un indiano sbucato direttamente dalle pagine fiammeggianti del «Mahabharata», Thirta Kumar Phani.
L’ha battuto, come si dice, «di passaggio». Perché aveva dato appuntamento per il 17 ottobre a Parigi, stadio Charléty, «alle undici in punto», alla maniera di Phileas Fogg. Perché di lì era partito lo scorso anno per il primo giro d’Europa di corsa: 27 Paesi dell’Unione, esclusi Cipro e Malta, che fanno 25.300 chilometri, l’equivalente di seicento maratone. Dapprima si è diretto verso Sud, per sfruttare il clima mite del Mediterraneo durante i mesi freddi; poi è risalito verso Nord. Il programma era di percorrere settanta chilometri al giorno. Ha accelerato e ha scavalcato il record quando, passata Amsterdam, sta galoppando verso il Lussemburgo e poi la Francia natia. Del record non gli importa nulla, come a tutti gli asceti virtuosi della corsa lunga, che è cimento, sfida intima, non cronometro: «È solo una carota, un pretesto che ti fa andare avanti, non è un obiettivo importante quando lo raggiungi. Quello che conta è quanto accade in te lungo il cammino». Eh sì, c’è davvero in tutti i fondisti estremi qualche rusticana rassomiglianza con gli eroi degli antichi poemi cavallereschi.
Levata ogni mattina alle sei, lo seguono i due automezzi dell’intendenza, sopra quattro persone, la sua squadra: la moglie Laure, chiropratica «che pensa a tutto», un podologo e due esperti in logistica. Seguono dieci, dodici ore di corsa alla media di nove/dieci chilometri, alla sera lo stop. Dopo aver consumato ottomila calorie e aver bevuto dieci litri d’acqua. Così tutti i giorni, da un anno. C’è, se volete, un’ombra quasi burocratica in questa fatica, che lo riporta ai tempi di quando era promotore finanziario e assicuratore. Poi, a quarant’anni, ha scoperto la traversata di lunga distanza. Leggendo «La grande corsa di Flanagan», di Tom McNab, resoconto dell’epica traversata degli Usa da parte di duemila concorrenti nel 1931. Da allora Girard corre, per mestiere. I 400 mila euro necessari per questo giro d’Europa, compresa la realizzazione di un documentario di 52 minuti, arrivano dagli sponsor, in particolare AGF, la compagnia di assicurazione per cui lavorava; e poi dai libri, dalle conferenze, dai film.
«Vivere è avanzare senza soste», diceva Monod. Ma perché Girard si sforza con tanto letterale accanimento di trasformare questo motto in chilometri? Un giorno, in Niger, un tuareg,vedendolo passare, chiese perplesso ai suoi accompagnatori: «Ma cosa ha fatto questo signore per meritarsi una punizione così grave?». Non lo sentirete mai parlare di ritmi, di cadenze di fiato; ma di «lavoro su se stesso e di avventura interiore… è nella difficoltà, nel dolore fisico che si scalano i gradini e si conquistano certe virtù».
Questi dodici anni gli hanno «insegnato a essere paziente», umile ma faticosa filosofia. Il suo album di ricordi è sterminato: dal pane diviso con la gente sul bordo della strada in Kirghizistan, al vento a cento all’ora del Turban, in Cina. Ha attraversato il mondo disteso nel suo bel corpo di monti, di terre e di cieli, nuovi e ineffabili a ogni orizzonte di strada, ha risalito fiumi che hanno la leggenda nelle sillabe, il Danubio, l’Indo, il Niger. Ma la sua voce freme e trema solo quando descrive il rispetto, la fraternità che ha trovato tra gli spettatori di questi mondi, per lo più poveri, che ha attraversato: perché «quando uno corre non è né preda né predatore, posare il piede sul suolo è qualcosa di importante, di simbolico che tutti capiscono». Correre, il gesto più antico dell’uomo.
Nel 2013 sa già che ripartirà, il primo giro del mondo, passando per i due Poli, 50 mila chilometri in due anni. Ma «la strada è lunga solo per chi non va fino in fondo ai suoi sogni», risponde ai dubbiosi. Montale diceva: «Amo la corsa perché è poesia, se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta». Girard è uno che continua a correre un po’ per non morire. Spiritualmente.

Vendemmia, in Bergamasca attesa una raccolta ad alti livelli – Economia – L’Eco di Bergamo

VendemmiaLa produzione vinicola nella Bergamasca

La vendemmia 2010 in Bergamasca si preannuncia ad alti livelli, per quanto riguarda la quantità e la qualità. Un dato confortante che ricalca previsioni simili riguardanti le località italiane a maggiore vocazione vitivinicola. Le previsioni in Veneto, ad esempio, parlano di un’abbondante produzione, così come in Sicilia.

Si preannuncia normale in Trentino, in linea con quella del 2009 che però aveva fatto registrare un incremento del 10%.

La raccolta delle uve è già iniziata in alcune zone. Ad esempio nella vicina Franciacorta si è cominciato subito dopo Ferragosto e peraltro con un ritardo di una decina di giorni rispetto al 2009 perché la stagione si è rivelata leggermente più fredda e più piovosa.

La raccolta delle uve destinate a spumante in Bergamasca dovrebbe iniziare nella prossima settimana. Per i bianchi, il Valcalepio, il Pinot grigio e lo Chardonnay, gli esperti ipotizzano l’avvio ai primi di settembre, tra il 5 e il 7, una settimana dopo l’avvio del 2009, quando la stessa raccolta era iniziata il 29 agosto.

Leggi tutti i dettagli su L’Eco di Bergamo del 20 agosto

viaVendemmia, in Bergamasca attesa una raccolta ad alti livelli – Economia – L’Eco di Bergamo.

Confederazione Svizzera

La Confederazione Svizzera (in tedesco Schweizerische Eidgenossenschaft, in francese Confédération suisse, in romancio Confederaziun svizra), comunemente abbreviata in Svizzera (in tedesco Die Schweiz, in francese Suisse, in romancio Svizra), anche conosciuta come Confederazione elvetica (in quanto traduzione della denominazione latina Confœderatio Helvetica), è uno Stato federale dell’Europa centrale, composto di 26 cantoni. Confina a nord con la Germania, ad est con l’Austria e il Liechtenstein, a sud con l’Italia e ad ovest con la Francia.

La Svizzera è un paese alpino senza sbocco al mare, il cui territorio è geograficamente diviso tra il massiccio del Giura, l’Altopiano e le Alpi. Formano in totale una superficie di 41,285 km². I 7,8 milioni di abitanti si concentrano soprattutto sull’Altopiano, dove vi si trovano le maggiori città: Zurigo, Ginevra, Berna e Basilea. Le prime due sono piazze finanziarie internazionali e vengono anche spesso considerate come le città aventi la qualità di vita più elevata al mondo, mentre Berna come capitale si occupa dell’interesse burocratico, politico e sociale della nazione e sempre qui risiede la sede del Parlamento Svizzero o anche chiamato Palazzo Federale (in tedesco Bundeshaus ).[2] Con un reddito pro capite pari a 52.600 franchi svizzeri nel 2004[3] (33.000 Euro), la Svizzera è uno dei Paesi economicamente più prosperi al mondo. Tre quarti della forza lavoro sono attivi nel settore terziario.

La Svizzera è suddivisa in tre regioni linguistiche e culturali: tedesca, francese, italiana, a cui vanno aggiunte le valli del Canton Grigioni in cui si parla il romancio. Il tedesco, il francese, l’italiano sono lingue ufficiali e nazionali. Il romancio è lingua nazionale dal 1938 ed è parzialmente lingua ufficiale dal 1996. Alla divisione linguistica si aggiunge quella religiosa con i cantoni protestanti e i cantoni cattolici.

Gli svizzeri quindi non formano una nazione nel senso di una comune appartenenza etnica, linguistica e religiosa. Il forte senso di appartenenza al Paese si fonda sul percorso storico comune, sulla condivisione dei miti nazionali e dei fondamenti istituzionali (federalismo, democrazia diretta, neutralità), sulla geografia (Alpi) e in parte sull’orgoglio di rappresentare un caso particolare in Europa.

La politica estera è contraddistinta dalla tradizionale neutralità. La Svizzera fa parte delle Nazioni Unite (dal 2002), dell’EFTA, del Consiglio d’Europa, dell’Organizzazione mondiale del commercio. La Svizzera ospita numerose organizzazioni internazionali, in particolare a Ginevra, dove vi si trovano la sede della Croce Rossa e la sede europea dell’ONU. La capitale federale della Svizzera è Berna, che è anche la capitale dell’omonimo cantone.

Indice

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Svizzera

Rapporto ISTAT sulla formazione aziendale

  • Gruppo: Associazione Laureati Ingegneria Gestionale

E’ appena uscito un rapporto ISTAT sulla formazione aziendale in Italia:

http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20080528_00/testointegrale20080528.pdf

Calendario eventi – Bergamo Scienza – http://www.bergamoscienza.it

Link Calendario eventi – Bergamo Scienza

http://www.bergamoscienza.it/ITA/Default.aspx?SEZ=5&PAG=31&NOT=35&utm_source=newsletter_20100820&utm_medium=Newsletter&utm_campaign=Newsletter_20100820 :

Eric R. Kandel

E’ guardando una specie di lumaca di una trentina di centimetri di lunghezza per tre chili di peso che cinquant’anni fa il neuroscienziato Eric R. Kandel fondò le neuroscienze moderne. Grazie all’Aplysia, questo è il nome della lumaca, Kandel scoprì come il nostro apprendimento dipende dalla nostra capacità di rinforzare le connessioni tra i neuroni, le cosiddette “sinapsi”, e non i neuroni stessi. Questa scoperta, che nel 2000 valse a Kandel il premio Nobel per la medicina e che condivise con Arvid Carlsson dell’Università di Goteborg e con Paul Greengard della Rockefeller University, gettò le basi per quello che oggi chiamiamo plasticità cerebrale, cioè la nostra capacità di modificare incessantemente il nostro cervello in risposta alle esperienze. Psichiatra prima, neuroscienziato poi, Kandel ci parlerà di un argomento che lui stesso ama sintetizzare in una frase «Siamo ciò che siamo in virtù di ciò che abbiamo imparato e che ricordiamo».

Relatore: Eric R. Kandel, Premio Nobel per la medicina nel 2009 conseguito per le sue ricerche sulle basi fisiologiche della conservazione della memoria nei  neuroni. Noto neurologo, psichiatra e neuroscienziato, Eric R.Kandel lavora presso la Columbia University, U.S.A.

Introduce: Edoardo Boncinelli, Comitato Scientifico BergamoScienza

http://www.bergamoscienza.it

2010-08-13_Bg_Scienza2010

Programma

In 17 giorni di Festival potrai visitare e assistere a oltre 166 eventi in città e in provincia.
Cos’altro? 75 conferenze e tavole rotonde con più di 95 relatori, 26 mostre65 laboratori.
BergamoScienza: cultura, spettacolo e intrattenimento che aspettano solo Te!

Scarica il programma 2010
scarica il programma

(4 Mb)

Tutte le iniziative del 2010 sono consultabili anche giorno per giorno nel calendario eventi.
Inoltre, per sapere dove si svolgono le iniziative di quest’anno, hai a disposizione le piantine dei luoghi in città e in provincia di Bergamo:
Scarica il PDF dei luoghi in città
Scarica il PDF dei luoghi in provincia

Why Your Job Won’t Make You Happy | BNET

Forget about trying to fix your life by fixing your job. For most of you, the problems in your life have nothing to do with your job. But I’ve noticed that when people don’t like their life, the first thing they go to change is their job.

Happiness in life does not come from jobs. Happiness comes from relationships. Basically, you’re born with a happiness set point. Sort of like your weight. So two-thirds of your happiness level is predetermined. If you are a born optimist, you’re happier than a born pessimist. (Do you want to know if you’re an optimist? Here’s a test.)

The best way to increase the part of your happiness level that you can control is to have sex, according to David Blanchflower, professor of economics at Dartmouth College (and happiness maven himself). But when it comes to happiness, not just any sex will do. You need to be having good sex.  This would be a good place for a link, right? You want to see that good sex, no doubt. But I have something disappointing for all you smut mongers: Sex that makes you happy is the twice-a-week kind with the same partner. It’s called intimacy, and true intimacy is what makes people happy.

This means that you don’t need a job that makes more money – at least not as a means to achieve happiness. Everyone knows this, but, for some reason, everyone seems to forget it. Once you have the basics, more money just means you’ll make different friends, who have more money, and then you’ll need more money to feel normal.

Money – and feeling like you have a lot – is relative. Daniel Gilbert, professor of psychology at Harvard University and author of my favorite happiness treaties, “Stumbling on Happiness”, says we always think we need 20% more money than we currently have to be happy. It doesn’t matter how much you earn, after a year at that salary you’ll still think you need 20% more to be happy. This makes sense. If you were a hunter-gatherer and thought you had enough berries, then you’d likely stop gathering berries and then a monsoon would come and you’d starve. But if you always thought you needed 20% more, then you’d be more likely to have an extra stockpile of food in case of a crisis.

So your hunter-gatherer DNA means you don’t need better work. You need better sex.

OK, I know that an absolutely awful job can undermine your ability to be a decent sex partner and so, if you believe my line of argument, that can hurt your overall happiness. But before you blame your crappy sex life on your crappy job, figure out if it’s really your job. Usually, it’s not.

This leads me to the key point for this post: What is it that makes a good job?

viaWhy Your Job Won’t Make You Happy | BNET.

John Dos Passos

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

John Rodrigo Dos Passos (Chicago, 14 gennaio 1896 – Baltimora, 28 settembre 1970) è stato uno scrittore statunitense. Egli occupa nella letteratura (e non solo del suo Paese) un posto del tutto particolare, grazie soprattutto al grande impegno civile e politico di uno scrittore sempre ancorato ai fatti, all’osservazione sociologica, alieno da quelle evasioni, da quelle mistificazioni tra letterarie e ideologiche che tipizzano invece la narrativa statunitense degli anni ruggenti.

Biografia

Giovanissimo, Dos Passos è un radicale, il che (negli Stati Uniti dell’epoca) significa soprattutto essere un anarchico. Non a caso, infatti, Dos Passos è stato tra i più accaniti difensori di Sacco e Vanzetti, i due emigrati italiani implicati in un clamoroso processo anche per le loro idee politiche di tipo libertario.

Egli compie gli studi ad Harvard dove si laurea nel 1916 e dopo il college, inizia a studiare architettura, ma è ancora molto giovane quando decide di dedicarsi interamente al giornalismo ed alla narrativa.

Sopraggiunta intanto la prima guerra mondiale, Dos Passos è dapprima sul fronte italiano nei ranghi della Croce Rossa dove presta servizio nella ambulanza francese e in seguito nel corpo sanitario statunitense.

La fama

Dos Passos esordisce nel 1917 con il suo primo romanzo, One Man’s Imitation – 1917 che viene pubblicato nel 1920 lo stesso anno di This Side of Paradise di Francis Scott Fitzgerald.

Tre soldati

Con il suo secondo libro, Three Soldiers (I tre soldati) del 1921 lo scrittore si conquista un posto di rilievo tra i giovani scrittori del proprio tempo. John Andrews ne è il protagonista, un musicista che, stanco della propria libertà, va a combattere per ritrovare il senso della propria esistenza, convinto che il lavoro, il cameratismo e la durezza possano servire. Ma ben presto la vita militare, trascorsa prima in America e poi in Francia, lo sconvolgono tanto profondamente che decide di disertare. Ma, mentre sta componendo una musica che trae ispirazione dalla Tentation de Saint Antoine di Flaubert, la polizia lo scopre e lo arresta mentre i fogli della musica interrotta si disperdono nel vento, simbolico gesto della sua protesta non tanto sociale quanto estetica.

Manhattan Transfer

Nel 1925 lo scrittore pubblica Nuova York (Manhattan Transfer) dove affronta il principio del collettivismo in modo più drammatico. Il romanzo, che vede condensarsi tutta New York, si avvale di una tecnica narrativa particolare che l’autore perfezionerà poi nella trilogia USA. In esso si segue l’intrecciarsi nell’arco di venti anni la vita di decine di personaggi appartenenti ai più svariati strati sociali, che l’autore descrive mentre crescono, invecchiano, salgono o scendono sulla ruota della fortuna.

Tranne Jinny Herf, il personaggio centrale del romanzo che riesce a fuggire dal divorante ingranaggio, tutti gli altri scompaiono risucchiati dalla città vorace. Scritto con una prosa estremamente accurata, il libro non manca di perfette descrizioni di carattere impressionista. “Il mozzo guardava le nuvole, steso sul dorso. Fluttuavano verso est, simili a grandi edifici ammassati, che rompevano a tratti la luce del sole, candida e brillante come carta argentata”.[1]

La trilogia USA

Con la trilogia USA composta da The 42nd parallel (Il 42º parallelo), 1919 e The Big money (Un mucchio di quattrini) pubblicati rispettivamente nel 1930, 1932 e 1936, Dos Passos ritorna sul tema del collettivismo abbracciando questa volta non solamente la città di New York, ma tutta l’America. Dos Passos usa qui tecniche di scrittura sperimentali, inserendo ritagli di giornali, autobiografia, biografia e finzione realista per dipingere un grande panorama della cultura americana durante i primi decenni del XX secolo. Anche se ciascun romanzo è autonomo, la trilogia è progettata per essere letta come un’unica entità. Le riflessioni sociali e politiche di Dos Passos espresse in questi romanzi sono profondamente pessimistiche, riguardo la direzione politica e economica in cui si muovevano gli Stati Uniti; pochi dei suoi personaggi riescono a restare fedeli ai propri ideali durante la Prima guerra mondiale.

Il declino

A metà degli anni trenta scrisse una serie di articoli critici verso il comunismo come teoria politica, dopo aver già ritratto in The Big Money un comunista idealista che viene gradualmente logorato e poi distrutto dal pensiero unico vigente nel partito. In quegli anni il comunismo stava guadagnando consensi in Europa, in opposizione al fascismo, e gli scritti di Dos Passos causarono una brusca flessione delle vendite dei suoi libri. Le sue opinioni politiche, che avevano sempre sostenuto i suoi lavori, si spostarono verso l’estrema destra (arrivò ad ammirare McCarthy nei primi anni cinquanta). Nonostante questo, un riconoscimento europeo per la sua carriera letteraria gli arrivò solo nel 1967, quando fu invitato a Roma per ritirare il prestigioso Premio Feltrinelli per i suoi meriti in campo letterario internazionale. Sebbene molti ammiratori di Dos Passos sostengano che i suoi ultimi lavori siano ignorati a causa delle sue idee politiche, tra i critici vi è un certo consenso nel riconoscere che la qualità dei suoi romanzi declinò drasticamente dopo la trilogia U.S.A.

Il dopoguerra

Tra il 1942 e il 1945 Dos Passos lavorò come giornalista occupandosi della Seconda guerra mondiale. Nel 1947 fu colpito da una tragedia: sua moglie, Katharine Smith, con cui era sposato da 18 anni, morì in un incidente stradale, in cui Dos Passos rimase ferito perdendo un occhio. La coppia non aveva figli. Dos Passos si risposò due anni dopo con Elizabeth Hamlyn Holdridge (1909-1998), da cui ebbe un’unica figlia, Lucy Hamlin Dos Passos, nel 1950. Continuò a scrivere fino alla morte, sopravvenuta a Baltimora nel 1970.

Durante tutta la sua carriera, Dos Passos scrisse quarantadue romanzi, oltre a poesie, saggi e opere teatrali. Da ricordare anche la sua attività come pittore.

Bibliografia

* Against American Literature (1916, saggio)

* One Man’s Initiation: 1917 (1920, romanzo), tr. Giorgio Monicelli, Iniziazione, Elmo, Milano 1949

* Letters and Diaries 1916-1920 (in Travel Books and Other Writings, 1916-1941)

* Three Soldiers (1921, romanzo), tr. Lamberto Rem Picci, Il mondo fuori casa, Jandi Sapi, Roma 1944; tr. Luigi Ballerini, I tre soldati, Casini, Roma 1967

* Rosinante to the Road Again (1922, articoli di viaggio)

o The Baker of Almorox oppure Young Spain (1917)

o Antonio Machado: Poet of Castile (1920)

o Farmer Strikers in Spain oppure Cordova No Longer of the Caliphs (1920)

o An Inverted Midas (1920)

o America and the Pursuit of Happiness (1920), parte di The Donkey Boy

o A Catalan Poet (1921)

o A Gesture of Castile oppure A Gesture and a Quest (1921)

o Benavente’s Madrid (1921)

o Talk by the Road (1921)

o Toledo (1922)

o Andalusian Ethics (1922, parte di The Donkey Boy

* A Pushcart at the Curb (1922, poesie)

* Streets of Night (1923)

* Manhattan Transfer (1925, romanzo), tr. Alessandra Scalero Nuova York, Corbaccio, Milano 1932; Dall’Oglio, Milano 1946; Mondadori, Milano 1953; come Manhattan Transfer, Baldini e Castoldi, Milano 2002; Baldini Castoldi Dalai, Milano 2006

* Is the “Realistic” Theatre Obsolete? (1925) saggio

* Facing the Chair. Story of the Americanization of Two Foreignborn Workmen (1927, saggio), tr. Filippo Benfante e Piero Colacicchi, Davanti alla sedia elettrica. Come Sacco e Vanzetti furono americanizzati, Spartaco, Santa Maria Capua Vetere 2005

* Orient Express (1927, articoli di viaggio)

o Out of Turkish Coffee Cups (1921)

o Constant (1921)

o In a New Republic (1921)

o Red Caucasus (1921)

o One Hundred Views of Ararat (1922)

o Of Phaetons oppure Opinions of the Sayyid

o Table D’Hôte (1926), con la poesia Crimson Tent

o Homer of the Transsiberian (1926, su Blaise Cendrars)

* Paint the Revolution! (1927) saggio

* A City That Died by Heartfailure (1928) saggio

* Edison and Steinmetz: Medicine Men (1929) saggio

* In All Countries (1934, articoli di viaggio)

o 300 N.Y. Agitators Reach Passaic oppure 300 Red Agitators Reach Passaic (1926)

o The Pit and the Pendulum oppure The Wrong Set of Words (1926)

o Relief Map of Mexico (1927)

o Zapata’s Ghost Walks (1927)

o Rainy Days in Leningrad (1929)

o The New Theater in Russia (1930), parte di Some Sleepy Nights Round Moscow

o Harlan: Working Under the Gun oppure Harlan County Sunset (1931)

o Red Day on Capitol Hill (1931), parte di Views of Washington

o Washington and Chicago (1932), parte di Views of Washington

o Out of the Red with Roosevelt (1932), parte di On the National Hookup

o Detroit, City of Leisure (1932)

o Doves in the Bullring (1934)

o Brooklyn to Helingsfor (1934)

o The Radio Voice (1934), parte di On the National Hookup

o Notes on the Back of a Passport (1934), parte di Rainy Days in Leningrad

o Between Two Roads (1934)

o The Unemployment Report (1934), parte di More Views of Washington

o Another Redskin Bites the Dust oppure Emiliano Zapata (1934)

o Spain Gets Her New Deal oppure Topdog Politics e Underdog Politics (1934)

o Washington: The Big Tent1934), parte di More Views of Washington

o Another Plea for Recognition oppure The Malaria Man (1934)

o Mr. Green Meets His Constituents (1934), parte di More Views of Washington

* Grosz Comes to America (1936, saggio)

* Farewell to Europe! (1937, saggio)

* Journeys Between Wars (1938, articoli di viaggio in precedenza pubblicati in volume anche con titolo diverso, o qui riuniti, oltre a:)

o The Villages are the Heart of Spain (1937)

o Introduction to Civil War oppure A Spring Month in Paris (1937), tr. Paola Ojetti, Introduzione alla guerra civile, Mondadori, Milano 1947 (contiene altri articoli)

o Spanish Diary (1937)

o Road to Madrid (1937) oppure Coast Road South e Valencia—Madrid

o Room and Bath at the Hotel Florida oppure Madrid Under Siege (1938)

* U.S.A. (1938, trilogia dei romanzi:)

o The 42nd Parallel (1930), tr. Cesare Pavese, Il quarantaduesimo parallelo, Mondadori, Milano 1934; Rizzoli, Milano 2008

o Nineteen Nineteen oppure 1919 (1932), tr. Glauco Cambon, Millenovecentodiciannove, Mondadori, Milano 1951

o The Big Money (1936), tr. Cesare Pavese, Un mucchio di quattrini, Mondadori, Milano 1938

* The Death of José Robles (1939, saggio)

* To a Liberal in Office (1941, saggio)

* The Ground We Stand On. Some Examples from the History of a Political Creed (1941, saggio), tr. Giorgio Monicelli, Le vie della libertà, Mondadori, Milano 1948

* State of the Nation (1944)

* Tour of Duty (1946, romanzo), tr. Glauco Cambon, Servizio speciale, Mondadori, Milano 1950; tr. Giancarlo Buzzi, Servizio speciale, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2008

* The Prospect before Us (1950)

* District of Columbia (1952, trilogia dei romanzi:)

o Adventures of a Young Man (1939), tr. Enzo Giachino, Le avventure di un giovane americano, Rizzoli, Milano 1984

o Number One (1943), tr. Fluffy Mella Mazzucato, Numero uno, Mondadori, Milano 1952

o The Grand Design (1949), tr. Luigi Brioschi, Il grande paese, Rizzoli, Milano 1968; De Agostini, Novara 1986

* Chosen Country (1951, romanzo), tr. Glauco Cambon, Riscoperta dell’America, Mondadori, Milano 1954; Baldini Castoldi Dalai, Milano 2006

* Most Likely to Succeed (1954, romanzo), tr. Lydia Lax, Un uomo che promette bene, Vincitorio, Milano 1972

* The Head and Heart of Thomas Jefferson (1954, saggio), tr. Rodolfo del Minio, Thomas Jefferson, Mondadori, Milano 1963

* The Men Who Made the Nation (1957, saggio)

* The Great Days (1958, romanzo), tr. Bruno Oddera, Giorni memorabili, Feltrinelli, Milano 1963

* Prospects of a Golden Age (1959)

* Midcentury (1961, romanzo), tr. Bruno Oddera, A metà secolo, Feltrinelli, Milano 1965

* Mr. Wilson’s War (1962)

* Brazil on the Move (1963)

* The Best Times: An Informal Memoir (1966, autobiografia), tr. Lina Angioletti, La bella vita, Palazzi, Milano 1969; come Tempi migliori, SugarCo, Milano 1991; Baldini Castoldi Dalai, Milano 2004

* The Shackles of Power. Three Jeffersonian Decades (1966, saggio)

* World in a Glass. A View of Our Century From the Novels of John Dos Passos (1966)

* The Portugal Story (1969)

* Century’s Ebb: The Thirteenth Chronicle (1970)

* Easter Island: Island of Enigmas (1970)

* The Fourteenth Chronicle: Letters and Diaries of John Dos Passos, a cura di Townsend Ludington (1973)

* John Dos Passos: the Major Nonfictional Prose, a cura di Donald Pizer (1988)

* Travel Books and Other Writings, 1916-1941, a cura di Townsend Ludington (2003)

* Lettres à Germaine Lucas Championnière (2007) in francese

Protetto: Provocazioni manageriali

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2012 e destino dell’umanità

Ebook  Urra
EBOOK

fine del mondo o rivoluzione della coscienza?

di Stanislav Grof

! http://www.urraonline.com/2010/libri/9788850310876/ebook/pdf/1087_ebookPdf.pdf

http://www.urraonline.com/libri/9788850310876/scheda

La fine del mondo annunciata dalle profezie maya per il 2012 è da intendersi come una distruzione del mondo materiale a livello fisico oppure può essere interpretata in una chiave più positiva di morte e rinascita, di una trasformazione interiore di massa dell’umanità?

A questa e altre domande Stanislav Grof si propone di rispondere, in occasione del suo intervento alla conferenza “2012 Now”, tenutasi il 29 maggio 2009 a Fort Collins, in Colorado.

Grof ci accompagna nel ragionamento riguardo le credenze maya sul solstizio d’inverno del 2012 circostanziando con dettagli scientifici, immagini e approfondimenti puntuali le sue considerazioni in proposito, esponendo un nuovo punto di vista propositivo e costruttivo sull’argomento.

L’autore

Stanislav Grof è uno psichiatra con oltre cinquant’anni di esperienza nel campo della ricerca sul potenziale degli stati non ordinari di coscienza in relazione alla salute e al benessere della persona. In anni di studi e ricerche Grof ha sviluppato una tecnica di evoluzione della coscienza (la Respirazione Olotropica), che permette di far emergere contenuti inconsci profondi, in grado di migliorare notevolmente i progressi dei pazienti. Autore di oltre 150 pubblicazioni, tiene traccia delle sue innumerevoli attività ed esperienze sul sito www.stanislavgrof.com

Aforismi, Frasi, Proverbi

Frase Autore
“La solitudine è il destino di tutte le grandi menti: un destino a volte deplorato, ma sempre scelto come il minore di due mali.” A. Schopenhauer
Nelle persone di capacità limitate la modestia è semplice onestà, ma in chi possiede un grande talento è ipocrisia. A. Schopenhauer
Spesso l’uomo concentrandosi sui mezzi perde di vista lo scopo. A. Schopenhauer
Un archeologo è il miglior marito che una donna possa avere: più lei diventa vecchia, più lui s’interessa a lei. Agatha Christie
Creare è dare una forma al proprio destino. Albert Camus
“Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere.” Albert Einstein
Imparare è un’esperienza, tutto il resto è solo informazione. Albert Einstein
Per perdere la testa, bisogna averne una! Albert Einstein
Anche la follia merita i suoi applausi. Alda Merini
Chi regala le ore agli altri vive in eterno. Alda Merini
I fatti non cessano di esistere solo perché noi li ignoriamo. Aldous Huxley
Non sempre quello che viene dopo è progresso. Alessandro Manzoni
C’è qualcosa di più importante della logica: l’immaginazione. Se si pensa subito alla logica, non si può immaginare più niente. Alfred Hitchcock
Magari uno rimpiange di aver perso qualcosa, e l’ha perso solo per trovare di meglio. Andrea De Carlo
Nelle fasi di cambiamento chi non cambia deve essere cambiato. Angelo Barozzi
Amami o odiami, ma risparmiami la tua indifferenza. Anonimo
E’ certamente meglio essere che sembrare, mentre nella stupidità è meglio sembrare che essere. Anonimo
Si prova dolore entrando nel mondo e dolore nel lasciarlo, ma il tempo che intercorre compensa tutto. Anonimo
La felicità è una ricompensa che giunge a chi non l’ha cercata. Anton Cechov
Quando qualcuno mette troppo entusiasmo nel suo lavoro, ho sempre l’impressione che sprechi più tempo ad entusiasmarsi che a lavorare. Antonio Amurri
Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo. Aristotele
La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli. Aristotele
È la stupidità piuttosto che il coraggio che ti fa negare il pericolo anche quando lo hai davanti. Arthur Conan Doyle
Con poco sapere, ma di buona qualità, si produce di più che con moltissimo sapere di cattiva qualità. Arthur Schopenhauer
Tutte le verità passano attraverso tre stadi. Primo: vengono ridicolizzate; secondo: vengono violentemente contestate; terzo: vengono accettate dandole come evidenti. Arthur Schopenhauer
“La tragedia della vita è che diventiamo vecchi troppo presto e saggi troppo tardi.” Benjamin Franklin
Chi ha pazienza può ottenere ciò che vuole. Benjamin Franklin
Insegna a tuo figlio a tacere: a parlare imparerà da solo. Benjamin Franklin
Tieni in pugno il tuo lavoro, o sarà lui a tenere in pugno te. Benjamin Franklin
Di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio. Bertolt Brecht
Esitare va benissimo, se poi fai quello che devi fare. Bertolt Brecht
Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. Bertrand Russell
Non bisogna inveire contro la vecchiaia, visto che tutti aspiriamo ad arrivarci. Bione
Vivere significa sempre lanciarsi in avanti, verso qualcosa di superiore, verso la perfezione, lanciarsi e cercare di arrivarci. Boris Pasternak
“Un giorno senza sorriso e’ un giorno perso”. C. Chaplin
La vecchiaia è l’unico sistema che si sia trovato per vivere a lungo. C.Sainte-Beuve
Non c’è nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri. Cartesio
Abbi pudore non solo degli altri ma soprattutto di te stesso: senza gli altri puoi stare spesso, senza di te mai Catone
L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante Cesare Pavese
Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola. Cesare Pavese
La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto. Charles Bukowski
La mia unica ambizione è quella di non essere nessuno, mi sembra la soluzione più sensata. Charles Bukowski
Se mi fosse possibile fare un regalo alla prossima generazione, darei ad ogni individuo la capacità di ridere di se stesso. Charles Schulz
Gli uomini sono sempre contro la ragione, quando la ragione è contro di loro. Claude-Adrien Helvetius
Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino. Ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro. Dag Hammarskjöld
Il matrimonio è quell’arte di risolvere in due quei problemi che da solo non avresti. Dario Cassini
La diplomazia è l’arte di permettere ad un altro di fare a modo tuo. David Frost
La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva. David Hume
Grembiule nero e fiocco azzurro: per un bambino milanista il primo giorno di scuola è un trauma. Diego Abatantuono
“C’è un solo significato della vita: l’atto stesso di vivere.” E. Fromm
Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte. Edgar Allan Poe
Di solito l’istinto ti dice quel che devi fare molto prima di quanto occorra alla tua mente per capirlo. Edmund Burke
Nessuno ha mai commesso un errore più grande di colui che non ha fatto niente perché poteva fare troppo poco. Edmund Burke
E’ meglio scrivere di riso che di lacrime, perché ridere è ciò che è proprio dell’uomo. Edoardo Sanguineti
Un uomo che cede benché abbia ragione, o è saggio o è sposato. Edward Estlin Cummings
Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere sempre paura di sbagliare. Elbert Hubbard
Non dare mai spiegazioni: i tuoi amici non ne hanno bisogno e i tuoi nemici non ci crederanno comunque. Elbert Hubbard
L’amicizia verso sé stessi è di fondamentale importanza, perché senza di essa non si può essere amici di nessun altro. Eleanor Roosevelt
Per trattare te stesso usa la testa, per trattare gli altri usa il tuo cuore. Eleanor Roosevelt
Chi è veramente intelligente nasconde di avere ragione. Elias Canetti
La vera eleganza morale consiste nell’arte di travestire le proprie vittorie da sconfitte. Emil Cioran
Nulla è più pericoloso di un’idea, quando è l’unica che abbiamo. Emile Chartier Alain
Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno. Ennio Flaiano
Non fare mai del bene se non sei preparato all’ingratitudine. Enzo Ferrari
Sto cercando una donna che metta un po’ di ordine nella mia vita e se la trovo spero che cominci dalla cucina. Enzo Iacchetti
Se non ti aspetti l’imprevisto, non lo incontrerai. Eraclito
La verità ha un linguaggio semplice e non bisogna complicarlo. Euripide
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui. Ezra Pound
“Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive.” F. Dostoievski
“Tutta la vita umana è profondamente immersa nella non verità” F. Nietzsche
Nessuna forma di amore ha tanto rispetto della libertà dell’altro come l’amicizia. F.Alberoni
Per innamorarmi mi è bastato guardarti, per smettere di amarti guardarti meglio. Fabio Fazio
Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive. Fedor M. Dostoevskij
Per capire una donna non chiedete consiglio ad un’altra donna. Per risolvere un’equazione non si chiede consiglio alle incognite! Flavio Oreglio
I veri amici vedono i tuoi errori e ti avvertono, i falsi amici li vedono allo stesso modo, ma li fanno vedere agli altri. Fligende Blatter
Vana è la gloria di chi cerca la fama solo nel luccicare delle parole. Francesco Petrarca
Siamo tutti appesi a un filo. E io sono anche sovrappeso. Franco Zuin
Chi immagina di poter fare a meno del mondo s’inganna parecchio; ma chi immagina che il mondo non può fare a meno di lui s’inganna ancora di più. Francois de La Rochefoucauld
Si danno i consigli, ma non si dà la saggezza di seguirli. François de La Rochefoucauld
Nessuno può farti sentire infelice se tu non glielo consenti. Franklin Delano Roosevelt
La forza che si oppone al destino é in realtà una debolezza. Franz Kafka
Una celebrita’ e’ una persona che lavora tutta la vita per diventare ben conosciuta, e poi si mette degli occhiali scuri per evitare di essere riconosciuta. Fred Allen
Meglio è non saper niente che saper molte cose a metà. Friedrich Nietzsche
Non si puo’ ridere di tutto e di tutti, ma ci si puo’ provare. Friedrich Nietzsche
È la volontà che fa l’uomo grande o piccolo. Friedrich Schiller
In una donna le prime cose che cerco sono la serietà e l’integrità morale. Se le trovo, mi metto subito a cercare un’altra donna. Furio Ombri
“La stima è come un fiore, che pestato una volta gravemente o appassito, mai più non ritorna.” G. Leopardi
Ho l’abitudine di dire ciò che penso anche nei casi in cui rischio di essere capito. G.P. Lepore
Non puoi insegnare qualcosa ad un uomo. Lo puoi solo aiutare a scoprirla dentro di sé. Galileo Galilei
Per poter criticare, si dovrebbe avere un’amorevole capacità, una chiara intuizione e un’assoluta tolleranza. Gandhi
Quando ero giovane, avevo tante idee e pochi soldi. Ora sono pieno di soldi e delle idee non me ne frega piu’ niente. Geometra Meneghetti – Enrico Bertolino
Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio, ma l’indifferenza: questa è l’essenza della disumanità. George Bernard Shaw
La scienza è sempre imperfetta. Ogni volta che risolve un problema, ne crea almeno dieci nuovi. George Bernard Shaw
Quelli che sanno, fanno. Quelli che non sanno, insegnano. George Bernard Shaw
Quando avrai ottanta anni, avrai probabilmente imparato tutto della vita. Il problema sarà ricordarlo. George Burns
E dopo tutto cos’è una bugia? Solo la verità in maschera. George Byron
Perché è cosi difficile trovare un uomo da sposare che sia fedele sensibile e intelligente. Il punto è che se è davvero fedele sensibile e intelligente se l’è già sposato un altra. Geppi Cucciari
Sono convinta che per andare d’accordo con gli uomini basta essere chiare. Infatti all’ultimo che ho trovato ho detto: “Guarda io sono così, prendere o lasciare”. E infatti mi ha lasciata. Geppi Cucciari
Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo. Giacomo Leopardi
Arrivare a conoscere noi stessi può far diminuire pericolosamente il nostro amor proprio. Gian Piero Lepore
“Destino e carattere sono due nomi di un medesimo concetto.” H. Hesse
Tutte le cose anche le meno interessanti o le più brutte hanno un lato piacevole. Bisogna solo volerlo vedere. H.Hesse
Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all’interno di un barattolo e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta. Harlan Miller
Sono stato innamorato della stessa donna per 49 anni. Se mia moglie lo scoprisse, mi ucciderebbe! Henny Youngman
Mille cose avanzano, novecentonovantanove regrediscono: questo e’ il progresso. Henri Frederic Amiel
Pensare è il lavoro più arduo che ci sia, ed è probabilmente questo il motivo per cui così pochi ci si dedicano. Henry Ford
Si è orgogliosi quando si ha qualcosa da perdere e umili quando c’è qualcosa da guadagnare. Henry James
La cosa bella dell’essere famosi è che, quando annoi le persone, queste pensano che sia colpa loro. Henry Kissinger
La felicità è una realtà interiore, non l’opposto. Pertanto non dipende da ciò che abbiamo, ma da ciò che siamo. Henry Van Dyke
Ancora oggi non conosco nulla di più prezioso al mondo di una solida e sincera amicizia fra uomini. Hermann Hesse
Ho imparato che le opportunità non vanno mai perse… quelle che lasci andare tu, le prende qualcun altro. Hermann Hesse
La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia. Hermann Hesse
Ogni sublime umorismo comincia con la rinuncia dell’uomo a prendere sul serio la propria persona. Hermann Hesse
Troppo spesso togliamo tempo ai nostri amici per dedicarlo ai nostri nemici. Hermann Hesse
L’uomo comprende tutto, salvo ciò che è perfettamente semplice. Hugo von Hofmannsthal
Non vi è virtù così grande che possa essere al sicuro dalla tentazione. Immanuel Kant
“La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi.” J. Lennon
“Un giorno piangevo perché non avevo le scarpe, poi vidi un uomo senza piedi e smisi di piangere.” J. Morrison
Tre categorie di matti: gli uomini per superbia, le ragazze per amore, le donne per gelosia. J. Wolfgang Goethe
Si riconosce un uomo stolto dal fatto che è pronto a morire per una causa. Si riconosce un uomo saggio dal fatto che è pronto a vivere umilmente per una causa. J.D. Salinger
Molti pensano che avere talento sia una questione di fortuna; forse la fortuna è questione di talento. Jacinto Benavente y Martinez
Soffrire per l’assenza di chi si ama è un bene in confronto a vivere con chi si odia. Jean de La Bruyère
Prendi la direzione opposta all’abitudine e quasi sempre farai bene. Jean Jacques Rousseau
Volete essere felici per un istante? Vendicatevi! Volete essere felici per sempre? Perdonate! Jean-Baptiste Henri Lacordaire
Di solito si ottiene con tutta sicurezza e assai presto ciò che non si ha fretta di ottenere. Jean-Jacques Rousseau
A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo. Jim Morrison
Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora Johann Wolfgang Goethe
Le idee ispirate dal coraggio sono come le pedine negli scacchi, possono essere mangiate ma anche dare avvio ad un gioco vincente. Johann Wolfgang von Goethe
Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere, della magia. Johann Wolfgang von Goethe
Preferisco avere all’incirca ragione, che precisamente torto. John Maynard Keynes
Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di confessare di avere torto; che poi è come dire, in altre parole, che oggi è più saggio di quanto non fosse ieri. Jonathan Swift
Non possiamo sapere cosa ci potrà accadere nello strano intreccio della vita. Noi però possiamo decidere cosa deve accadere dentro di noi, come possiamo affrontare le cose, e quale decisione prendere, e in fin dei conti è ciò che veramente conta. Joseph F. Newton
Il dubbio o la fiducia che hai nel prossimo sono strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che hai in te stesso. Kahlil Gibran
Il silenzio dell’invidioso fa molto rumore. Kahlil Gibran
Preferisco essere un sognatore fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri. Kahlil Gibran
Immagini il silenzio se tutti dicessero solo quello che sanno? Karel Capek
La gioia è la più semplice forma di gratitudine. Karl Barth
Un buon ascoltatore di solito sta pensando a qualcos’altro. Kin Hubbard
“Chi non stima la vita, non la merita.” L. da Vinci
Tutti pensano a cambiare l’umanità, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. Lev Tolstoj
Il difficile non è essere intelligenti, ma sembrarlo. Luc de Clapiers
È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev’esser sempre. Luigi Pirandello
Più studi, più sai più sai, più dimentichi, più dimentichi, meno sai… Ma allora chi te lo fa fare! Lupo Alberto – Silver
“Lavoriamo continuamente per dare forma alla nostra vita, ma copiando nostro malgrado, come un disegno, i lineamenti della persona che siamo e non di quella che ci piacerebbe essere. M. Proust
Alle donne piacciono gli uomini taciturni. Credono che ascoltino. Marcel Achard
Un ottimista è colui che crede che una donna abbia terminato la sua telefonata solo perché ha detto: “…allora ti saluto…”. Marcel Achard
E’ incredibile come la gelosia, che passa il suo tempo a fare piccole supposizioni nel falso, abbia poca immaginazione nello scoprire il vero. Marcel Proust
Lavoriamo continuamente per dare forma alla nostra vita, ma copiando nostro malgrado, come un disegno, i lineamenti della persona che siamo e non di quella che ci piacerebbe essere. Marcel Proust
Ci sono simpatiche le persone che dicono francamente quello che pensano, a condizione che pensino lo stesso di noi. Mark Twain
Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite. Mark Twain
La vera misura di un uomo non si vede nei suoi momenti di comodità e convenienza, bensì tutte quelle volte in cui affronta le controversie e le sfide. Martin Luther King
E’ sincero il dolore di chi piange in segreto. Marziale
Se avessi detto a mio padre, severo ingegnere, che io volevo scrivere, mi avrebbe detto: “A chi?”. Maurice Donnay
Se vieni al mondo sapendo di essere amato e lo lasci sapendo la stessa cosa, allora tutto ciò che nel frattempo è accaduto sarà valso la pena. Michael Jackson
Sono appena tornato da un viaggio di piacere. Ho accompagnato mia suocera all’aeroporto. Milton Berle
Preferisco un vizio accomodante che una virtù ostinata. Molière
Quando un uomo porta dei fiori a sua moglie senza motivo, un motivo c’è. Molly McGee
L’uomo più saggio è colui che non crede affatto di esserlo. Nicolas Boileau
L’esperto è una persona che ha fatto in un campo molto ristretto tutti i possibili errori. Niels Bohr
Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui. Nietzsche
“Lo scopo della vita è lo sviluppo del proprio io. Il completo sviluppo di se stessi – ecco la ragione d’essere di ognuno di noi.” O. Wilde
Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose. Oscar Wilde
Bisogna essere seri almeno riguardo a qualcosa, se si vuole avere divertimenti nella vita. Oscar Wilde
E’ assurdo dividere le persone in buone e cattive. La gente è o affascinante o noiosa. Oscar Wilde
Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio. Oscar Wilde
Le follie sono le uniche cose che non si rimpiangono mai. Oscar Wilde
L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi. Oscar Wilde
L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione. Oscar Wilde
L’immaginazione è una qualità che è stata data all’uomo per compensarlo di ciò che egli non è. Il senso dell’umorismo gli è stato dato per consolarlo di quello che è. Oscar Wilde
Per acquistare popolarità bisogna essere una mediocrità. Oscar Wilde
Solo chi non sa dove sta andando può arrivare lontano. Oscar Wilde
Una cattiva esperienza vale più di un buon errore. Paul Valéry
Il vero io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te. Paulo Coelho
Quand’ero figlio io comandavano i padri. Ora che sono padre, comandano i figli. La mia è una generazione che non ha mai contato nulla. Pino Caruso
Ogni problema ha tre soluzioni: la mia soluzione, la tua soluzione, e la soluzione giusta. Platone
Se un uomo ha una grande idea di se stesso, si puo’ esser certi che e’ l’unica grande idea che ha avuto in vita sua. Proverbio inglese
“L’uomo è un condannato a morte che ha la fortuna di ignorare la data della propria esecuzione.” R. Gervaso
E’ una regola delle buone maniere quella di evitare le esagerazioni. Ralph Waldo Emerson
Un mio amico ha un ottimo cane da guardia. A ogni rumore sospetto, lui sveglia il cane e il cane comincia ad abbaiare. Renato Pozzetto
Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente. Rita Levi Montalcini
Non cercare di avere l’ultima parola. Potresti ottenerla. Robert A. Heinlein
Tutti sono capaci di farsi notare, ma per passare inosservati serve del talento vero. Robert A. Heinlein
Nessuno è inutile se ha un amico. Se siamo amati, siamo anche indispensabili. Robert L. Stevenson
La felicità consiste nel conoscere i propri limiti e nell’amarli. Romain Rolland
“La vita si può capire solo all’indietro, ma si vive in avanti.” S. Kierkegaard
Si dice che il denaro non è tutto nella vita. Si parla sicuramente del denaro degli altri. S.Guitry
Ci sono persone che parlano, parlano… finché finalmente trovano qualcosa da dire Sacha Guitry
Molte cose che sono difficili da progettare si dimostrano facili da realizzare. Samuel Johnson
Non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell’essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri. Samuel Johnson
Impariamo la saggezza molto più dai nostri sbagli che dai nostri successi. Scopriamo ciò che è giusto trovando ciò che non lo è e probabilmente chi non ha mai fatto errori non ha mai scoperto nulla. Samuel Smiles
Un’abitudine, se non contrastata, presto diventa una necessità. Sant’Agostino
Poichè sarebbe troppo faticoso avere tutti amici, basta non avere troppi nemici. Seneca
Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza, nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l’attenzione. Sigmund Freud
L’uomo energico, l’uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio. Sigmund Freud
Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità. Sigmund Freud
Ci vuole più coraggio per dimenticare che per ricordare. SKierkegaard
È facile dire: “Eccomi!” Bisogna anche esserci. Stanisław Jerzy Lec
Le cose che ci accadono non sono mai fini a se stesse, gratuite, ogni incontro, ogni piccolo evento racchiude in sé un significato. Susanna Tamaro
Le cose che ci accadono non sono mai fini a se stesse, gratuite, ogni incontro, ogni piccolo evento racchiude in sé un significato. Susanna Tamaro
Trovo che il dolore di una piccola critica, anche se infondata, è più acuto del piacere di molte lodi. Thomas Jefferson
Cerca di essere uomo, reagisci! La tua ragazza ti ha lasciato? E lasciala anche tu. Tiziano Sclavi
Dubitare di te stesso è il primo segno dell’intelligenza. Ugo Ojetti
Se vuoi offendere un avversario, lodalo a gran voce per le qualità che gli mancano. Ugo Ojetti
Che cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di fare tentativi? Vincent Van Gogh
a locuzione latina Rari nantes in gurgite vasto, tradotta letteralmente, significa rari naufraghi nell’immenso mare. (Virgilio, Eneide, I, 118). È il quadro finale che Virgilio ci presenta dopo la descrizione del naufragio di Enea e dei suoi compagni. In significato metaforico, per esempio, si dice di quanti, in seguito ad un generale periodo di crisi, sono riusciti a mantenersi a galla e a superare le avversità. Virgilio
Vince solo chi è convinto di poterlo fare. Virgilio
Ognuno ha il proprio passato chiuso dentro di sé come le pagine di un libro imparato a memoria e di cui gli amici possono solo leggere il titolo. Virginia Woolf
Ama la verità, ma perdona l’errore. Voltaire
Gli uomini si sbagliano, i grandi uomini confessano di essersi sbagliati. Voltaire
La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore. Voltaire
La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore. Voltaire
L’ottimismo è la frenesia di sostenere che tutto va bene quando tutto va male. Voltaire
Quando colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla non sa cosa stia dicendo: questa e’ filosofia. Voltaire
Se puoi sognarlo, puoi farlo. Walt Disney
La vita è troppo importante per lasciarla nelle mani del destino. Walter Moers
Metà dell’arte della diplomazia consiste nel non dire nulla, specialmente quando stiamo parlando. William Durant
Chi sa ascoltare non soltanto è simpatico a tutti ma prima o poi finisce con l’imparare qualcosa. William Mizner
Non dar lingua ai tuoi pensieri, e i pensieri aspetta di averli ben ponderati prima di convertirli in azioni. William Shakespeare
Presta a tutti il tuo orecchio, a pochi la tua voce. William Shakespeare
La perfezione ha un grave difetto: ha la tendenza ad essere noiosa. William Somerset Maugham

[16/07] – Nessun dubbio

Le persone possono dubitare di ciò che dici ma crederanno a ciò che fai.

> Lewis Cass

Nemesi storica

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Nella retorica, la locuzione nemesi storica è utilizzata quando una serie di eventi storici, considerati moralmente negativi, si conclude con inattesi risultati compensatori.

Nel caso, ad esempio, di una serie di eventi i cui protagonisti si siano condotti in modo considerato riprovevole, è detta “nemesi storica” una eventuale conclusione di quegli eventi tale che i soggetti considerati negativamente (prevaricatori, grassatori, ecc.) ne patiscano – a causa del Fato o per il successo di volontà contrarie – uno svantaggio che appaia consolatorio o compensatorio e che possa suscitare una sorta di vendicativa soddisfazione: si sostiene, in breve, che la storia (o il Fato) abbia compiuto una vendetta in nome di chi abbia patito scorrettezze. Nell’uso politico della retorica, l’espressione è stata frequentemente evocata in ambiti dialettici prossimi, se non contigui, al cosiddetto giustizialismo.

La campagna di Russia, ad esempio, è definita la nemesi storica di Napoleone, e cioè ciò che frenò la sua arroganza e il suo desiderio di onnipotenza, rivelando i suoi errori e i suoi limiti di uomo.

L’origine della locuzione è da ricollegarsi alla Nemesi della mitologia greca, delegata dagli dei a ristabilire il giusto equilibrio punendo la hýbris, l’arroganza dell’uomo che crede di poter travalicare certi limiti. Si tratta dunque di un richiamo strumentale ad un concetto storico-analitico proprio della cultura della Grecia antica, per come riflesso in molte delle opere pervenuteci.

Arte in genere

Nell’arte in genere, la nemesi storica appare in più occasioni come il motivo etico caratterizzante un vibrante anelito di giustizia, e per questo è stato talvolta tema o soggetto (dichiarato o attribuito dalla critica) di opere di varie discipline; in quanto tale, il concetto sotteso alla locuzione si dà per noto nello studio e nella critica dell’arte.

Letteratura

In letteratura, ad esempio, la locuzione indica propriamente una delle direttrici espressive di Giosuè Carducci, che oltre a mostrare, come noto, una appassionata tensione ideale verso il ripristino dello stato di giustizia, con una certa astrazione lirica indagò in molte opere (taluno afferma: volendola trovare) la consistenza e il modo di manifestazione della nemesi storica. Non altrettanto condiviso, quantunque spesso suggerito, è invece il supposto rintraccio di una ricerca nemetica nel Manzoni.

Assai di frequente la locuzione era utilizzata in commentari e saggi sulla letteratura, sebbene correntemente la decrescente consuetudine con cultura della Grecia antica ne riduca progressivamente la comprensibilità.

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[15/07] – Questione di talento

Molti pensano che avere talento sia questione di fortuna. A nessuno viene in mente che la fortuna sia una questione di talento.

> Jacinto Benavente

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