2009.03.27 – www.wireless4innovation.it
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In questo numeroFOCUS• L’integrazione dei tag nei prodotti avanza spedita NEWS• Carte di credito contactless per i clienti Banca Marche • Tecnologia RFId per la gestione della logistica Iveco EVENTI• In Florida la terza edizione della Conferenza IEEE RFId • Aperte le candidature all’Oscar 2009 dell’RFId Italiano L’integrazione dei tag nei prodotti avanza speditaNegli ultimi anni, con l’evoluzione della tecnologia e l’aumento dei volumi di produzione, si è assistito ad una progressiva riduzione dei costi di produzione dei tag RFId, rendendo ormai disponibili sul mercato diverse soluzioni a costi veramente contenuti. Si tratta di un trend importante, forse essenziale, per la piena diffusione dell’RFId, soprattutto per applicazioni di identificazione massiva di unità standard. Non va però dimenticato un altro trend di sviluppo di questa tecnologia, meno significativo in termini di scala ma non meno interessante dal punto di vista applicativo e dei benefici potenzialmente conseguibili. In molti ambiti applicativi, infatti, il successo delle tecnologie RFId non è assicurato tanto dalla minimizzazione del costo del tag, quanto piuttosto dalla piena rispondenza del tag a specifiche esigenze applicative, quali la resistenza alle condizioni operative o l’integrazione con il prodotto-processo. In taluni contesti, questo è ormai un dato assodato: ad esempio, nelle lavanderie industriali sono in uso tag a forma di bottone, perfettamente integrati quindi nel disegno e nella funzionalità del capo da identificare. In altri settori questo percorso è stato appena intrapreso: ad esempio sono ancora allo stadio pre-industriale tag realizzati su supporto organico (es. caseina) per la tracciabilità delle forme di formaggio, così come, pur se già disponibili da tempo, non si sono ancora diffusi i tag a forma di pompa-erogatore sviluppati per l’industria del cosmetico. Casi simili si osservano nel settore elettronico, dove iniziano ad affacciarsi sul mercato i primi chip da integrare direttamente sulla PCB (Printed Circuit Board) per l’identificazione della scheda, con tutte le applicazioni conseguenti (tracciatura, manutenzione, reverse logistics, etc.); più recentemente si sono sviluppati nuovi processi in grado di stampare il tag (chip + antenna) usando come substrato un qualsiasi materiale opportunamente pretrattato, dal dorso di un libro all’etichetta di un capo tessile. L’integrazione tag-prodotto, quindi, va avanti speditamente. A questo proposito, tuttavia, è necessario osservare la disponibilità di tag generalisti a bassissimo costo renda talvolta più difficile avvicinare alcuni ambiti applicativi, dove l’imprecisa comunicazione ha fatto maturare aspettative di costo che è necessario disattendere in misura significativa, dovendo far ricomprendere alle aziende perché sia necessario spendere tre-cinque volte di più a favore di un tag nativamente pensato per una certa applicazione. Oltre all’integrazione sul prodotto, tuttavia, vi è un altro filone evolutivo interessante, rappresentato dall’integrazione della tecnologia RFId sui macchinari di processo, e non solo sul prodotto da identificare. Questo filone non è contrapposto, ma complementare al precedente: a partire dalle soluzioni di automazione industriale degli anni 80, in cui nelle linee produttive si integravano stazioni di lettura dei pallet/contenitori in lavorazione, oggi si arriva alle soluzioni più avanzate in cui i dispositivi di lettura RFId entrano nelle sedi degli stampi, nei macchinari di smistamento posta, nei dispositivi di movimentazione e carica delle batterie industriali, nei macchinari medicali per la verifica della corretta alimentazione (dispenser compresse, iniezione liquidi), per non parlare dei palmari e dei carrelli di movimentazione, delle postazioni antitaccheggio, e così via. Più ancora che il numero di aziende che appone un tag su un imballo a fine processo, è il numero di applicazioni di questo tipo, integrate sul prodotto e nel processo, a rappresentare una misura reale, non transitoria, dello stato di penetrazione di queste tecnologie. Da questo punto di vista, la crescita c’è, è sensibile, ma larghissima parte del percorso è ancora da compiere. Carte di credito contactless per i clienti Banca Marche
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