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Pericoli dell’escursionismo: l’ipotermia

Durante le escursioni invernali l’ipotermia è un nemico sempre temibile: l’abbassamento della temperatura dopo il calare del sole o la dispersione di calore che si fa sentire nn appena si interrompe l’attività aerobica, possono mettere a dura prova il nostro metabolismo, costretto a consumare parecchie energie solo per mantenere la temperatura corporea necessaria alle funzioni vitali.

In tali condizioni l’affaticamento si amplifica enormemente e la muscolatura perde efficienza.

La sensazione di freddo e lo stimolo della fame e della sete sono segnali d’allarme che il nostro corpo lancia quando sente approssimarsi il rischio di ipotermia.

Abbigliamento “di sicurezza”: piumino e coperta isotermica

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Il piumino è un ottimo strato termico “di emergenza” da tenere nello zaino per le escursioni invernali

È quindi essenziale attrezzarsi in modo adeguato per le uscite nella stagione più fredda, portando nello zaino non solo i capi di abbigliamento necessari per coprirsi durante l’attività, ma anche uno strato termico “di sicurezza” (il piumino è l’ideale) da indossare durante gli intervalli di riposo.

Se tutto va bene questo strato ci può regalare un piacevole tepore mentre mangiamo un panino osservando il panorama… se qualcosa va storto può diventare un supporto indispensabile per affrontare un bivacco all’aperto o una lunga attesa dei soccorsi.

Altrettanto essenziale (in ogni stagione!) è la coperta isotermica: un pacchettino grande come un fazzoletto e del peso di pochi grammi, che dovremmo lasciare sempre nello zaino e che può fare la differenza fra la vita e la morte.

 

Energie di riserva: barrette e gel energetici

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Frutta secca, barrette o gel energetici forniscono rapidamente al nostro corpo le energie dissipate per combattere il freddo

È bene prestare attenzione anche al cibo, tenendo conto che con il freddo intenso si consumano molte più calorie e che, durante l’escursione invernale, il nostro corpo, a parità di sforzo, dovrà avere a disposizione più riserve di energia, rispetto alle escursioni estive.

Prendendo troppo alla leggera la questione del cibo ci fa correre il rischio di rimanere a secco di benzina nel bel mezzo di un escursione.

Può apparire cosa banale, ma in inverno (magari su un sentiero con neve da battere) l’affaticamento si può trasformare in sfinimento, condizione che ci espone ancora di più al rischio di ipotermia. È bene pertanto  equipaggiarsi con cibi come frutta secca, barrette o (meglio ancora) gel energetici.

Questi ultimi sono ideali per chi fa sport in ambiente, in quanto vengono assimilati rapidamente e richiedono al nostro stomaco pochissimo lavoro e quindi poco dispendio dispendio di energie per essere digeriti.

Ultimo accorgimento in merito al cibo: non aspettate che lo stimolo della fame si faccia sentire, perché quando lo fa è spesso troppo tardi. Tenete un po’ di cibo a portata di mano, fuori dallo zaino, e imponetevi di mangiare qualcosa durante l’attività.

It’s tea time! Isn’t it? L’importanza di idratarsi

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Anche d’inverno è essenziale idratarsi durante l’escursione

Infine non scordatevi di bere! Quando là fuori fa un freddo cane, quando un vento gelido ti taglia la faccia, la disidratazione sembra l’ultimo dei problemi a cui pensare e anche il nostro corpo è restio a farci sentire lo stimolo della sete.

Eppure, anche in ambienti freddi, durante la marcia la temperatura corporea inevitabilmente si alza e, per equilibrare questo incremento di calore, espelliamo acqua in forma di sudore che, evaporando, tende a richiamare aria più fredda dall’esterno (per il fenomeno della convezione), stabilizzando la temperatura.

Quindi, anche se non percepiamo la “caldazza” estiva, le nostre riserve idriche vengono intaccate durante il cammino ed è importante reintegrarle, anche in questo caso “giocando d’anticipo”, cioè bevendo prima che intervenga lo stimolo della sete.

Attenzione, infine, alla temperatura dei liquidi che ingeriamo: se abbiamo solo una borraccia o una normale bottiglia è meglio bere con molta calma e deglutire lentamente, in modo da scaldare il più possibile il liquido prima di farlo arrivare allo stomaco.

Se invece siamo stati così previdenti da portarci un termos, degustando il nostro tea caldo (meglio se addolcito col miele al posto dello zucchero) avremo sicuramente modo di apprezzare la nostra saggezza e di sentirci ricompensati dalla fatica del trasporto di quell’ingombrante e pesante aggeggio.

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